Advisory
Affiancamento diretto a proprietà, investitori e top management nelle decisioni di crescita, riorganizzazione e acquisizione, con un'attenzione costante alle persone che devono realizzarle.
Consulenza direzionale
Senior Advisor per aziende e manager che vogliono crescere. Affianco proprietà, board e top management nelle decisioni che contano: crescita, riorganizzazione, valorizzazione del capitale umano.
Senior Advisor con trent'anni in contesti multinazionali, industriali e finanziari, al fianco di top management, investitori e proprietà. Unisco people strategy, numeri e governance per trasformare le scelte sulle persone in valore economico, dalle start-up alle fasi di consolidamento e acquisizione.
Psicologo e docente, lavoro sulle emozioni: riconoscerle, gestirle e usarle per comunicare, negoziare e sviluppare persone, team e business.
Decisioni di crescita, riorganizzazione, consolidamento e acquisizione. Lettura congiunta di numeri, assetti e persone.
People strategy, modelli di performance, sistemi di incentivazione e change management, anche nella fase di avvio e scale-up.
Analisi del ruolo, valutazione strutturata dei candidati e scelta delle figure chiave per il management.
Percorsi per sviluppare capacità di guida, comunicazione e negoziazione nei team di direzione.
Trainer certificato Paul Ekman su tutti i corsi del programma, tra cui ESaC ed ETaC. Insegno a riconoscere le emozioni e a valutare la credibilità degli interlocutori, in trattativa, in selezione e nella guida dei team.
Affiancamento diretto a proprietà, investitori e top management nelle decisioni di crescita, riorganizzazione e acquisizione, con un'attenzione costante alle persone che devono realizzarle.
Dall'oceano rosso all'oceano blu: un percorso di cambiamento che lavora su tre livelli, le persone, l'organizzazione e i risultati. Incontri individuali con la proprietà, mappatura e sviluppo dei manager, giornate di formazione su delega, motivazione, gestione delle emozioni, processi e strumenti di controllo.
Un esempio: una rete retail con centinaia di punti vendita tra diretti e franchising, cresciuta rapidamente, con la proprietà ancora coinvolta in ogni decisione. Il percorso ha accompagnato il management da un approccio orientato al compito a uno orientato al risultato, rendendo l'azienda meno dipendente dalla presenza costante della proprietà.
Riconoscere le emozioni, valutare la credibilità, usare il metodo Paul Ekman in selezione, trattativa e gestione dei collaboratori.
Una giornata in campo per trasformare un gruppo di lavoro in una squadra. La pallavolo diventa un laboratorio organizzativo: i tre tocchi come processo decisionale (ricezione, alzata, attacco), la rotazione come adattabilità, i ruoli in campo come ruoli in azienda.
Non servono atleti: il volley non prevede contatto fisico e valorizza tempismo, comunicazione e fiducia, a qualunque età e livello. Ogni attività è seguita da un debrief su ciò che è successo davvero nel gruppo. Il format si realizza in qualunque struttura attrezzata per la pallavolo, al chiuso o all'aperto.
Ricordi il dottor Lightman di Lie to Me?
La serie era ispirata alle ricerche di Paul Ekman, che ne fu anche consulente scientifico. Nella realtà non servono superpoteri: serve un metodo. Nei miei corsi impari proprio quello, il metodo scientifico che sta dietro la finzione, e lo alleni fino a usarlo in riunione, in selezione e in trattativa.

Le sette emozioni universali, le espressioni del viso e le microespressioni. Esercitazioni pratiche per imparare a vederle in tempo reale, anche quando durano una frazione di secondo.
I canali della comunicazione, i momenti in cui emergono le incongruenze emotive e il ruolo della memoria nel racconto. Per capire quanto è affidabile ciò che viene detto, senza confondere un segnale con una prova.
Il metodo applicato ai contesti aziendali: selezione del personale, negoziazione, gestione dei collaboratori e dei clienti. Il percorso viene costruito sui ruoli dei partecipanti.

I corsi si svolgono in aula o online, per singoli o per team aziendali. Sono tenuti da me, trainer certificato Paul Ekman.
Scrivi a massimiliano@maini.es oppure chiama il +39 348 714 1204.
Lo studio ospita tirocini curriculari in convenzione con le università milanesi, nelle aree selezione, formazione e comunicazione digitale.
Capita spesso di uscire da una riunione con la sensazione che qualcuno non fosse convinto, anche se aveva detto di sì. Molte volte quella sensazione nasce da una microespressione.
Una microespressione è un'espressione del viso che dura una frazione di secondo, a volte meno di un quinto di secondo. Compare quando una persona prova un'emozione e cerca di nasconderla, o non ne è del tutto consapevole.
Le ricerche di Paul Ekman hanno mostrato che sette emozioni si esprimono sul viso allo stesso modo in tutte le culture: rabbia, paura, tristezza, disgusto, disprezzo, sorpresa e felicità.
Per chi guida un'azienda è un'informazione preziosa. Un collaboratore che accetta un obiettivo con un lampo di paura sul viso sta dicendo qualcosa che a voce non dice. Un interlocutore che mostra disprezzo mentre presenta un'offerta sta offrendo un segnale da non ignorare.
Una microespressione però non prova che qualcuno stia mentendo. Indica un'emozione che non corrisponde alle parole: un punto da approfondire con una domanda in più, non una sentenza. Riconoscerle si impara, e con l'allenamento bastano poche ore per cominciare a vederle.
Un'azienda che ha bisogno di riorganizzarsi quasi mai lo dichiara. Lo mostra con alcuni segnali ricorrenti.
Quando questi segnali sono presenti, la risposta raramente è una ristrutturazione drastica. Il primo passo è guardare come lavorano davvero le persone, prima di cambiare l'organigramma.
Ogni piano di risanamento parte dai numeri, ed è giusto così: dicono dove l'azienda perde valore, quali costi vanno tagliati, quali attività non reggono più. Ma i numeri indicano il problema. Chi lo risolve sono le persone, e la maggior parte dei turnaround si inceppa proprio lì.
Avendo vissuto dall'interno una delle ristrutturazioni industriali più complesse del Paese, ho imparato che le decisioni sulle persone pesano almeno quanto quelle sul conto economico. Tre in particolare.
Quando si prepara un turnaround, conviene quindi affiancare al piano economico un piano sulle persone, con la stessa precisione: chi sono le figure chiave, cosa le trattiene, come e quando si comunica. È lì che si decide se i numeri del piano diventeranno numeri reali.
In una trattativa ci si prepara quasi sempre sulle argomentazioni: cosa offrire, dove cedere, quale prezzo difendere. Molto meno sulla capacità di osservare l'altra parte. Eppure buona parte delle informazioni utili non arriva dalle parole.
Il metodo che insegno, basato sulle ricerche di Paul Ekman, parte da alcuni principi semplici.
Non si tratta di trucchi per vincere sull'altro. Si tratta di capire meglio cosa conta davvero per chi siede dall'altra parte del tavolo, e quindi di arrivare più spesso a un accordo che regge nel tempo.
Nelle acquisizioni l'attenzione del board si concentra di solito su prezzo, struttura e due diligence. Sono passaggi indispensabili. Ma il valore che giustifica l'operazione si realizza dopo la firma, durante l'integrazione, ed è lì che molte operazioni deludono le attese.
Le cause ricorrenti sono quasi sempre legate alle persone e all'organizzazione.
Per questo al board suggerisco di chiedere, già prima della firma, un piano di integrazione con la stessa cura del piano finanziario: chi sono le persone chiave e come le tratteniamo, come cambia la catena delle decisioni, cosa comunichiamo e quando. Sono domande semplici, ma spesso fanno la differenza tra un'acquisizione che crea valore e una che lo consuma.
Accanto al lavoro di consulenza scrivo di emozioni e di psicologia, a volte con un saggio, a volte con un romanzo.

Come allenare la felicità attraverso il cuore e le emozioni. Un percorso tra lavoro, relazioni e consapevolezza, che nasce dagli anni passati a gestire persone e dallo studio delle emozioni secondo le ricerche di Paul Ekman.
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Milano, una serie di omicidi senza movente. Le vittime hanno un solo punto in comune: un colloquio di lavoro con un head-hunter. Un noir tra il mondo del business e le città di Milano, Torino e Roma.
Acquista su AmazonCerco persone curiose di capire come funzionano le organizzazioni e le emozioni, e disposte a mettersi in gioco su progetti concreti.
Grazie, la tua richiesta è arrivata. Ti risponderò il prima possibile.
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